Il difficile pellegrinaggio tedesco del 1064

Il grande pellegrinaggio tedesco si compì tra il 1064 e il 1065 e vide coinvolte tra le settemila e le dodicimila persone, fra religiosi, principi, conti, benestanti e persone comuni.

L’arcivescovo Sigfredo da Mainz e i vescovi Guglielmo da Utrecht, Otto di Ratisbona e Gunther di Bamberga, guidarono questo cammino e insieme alla moltitudine di persone al loro seguito dovettero affrontare costanti pericoli.map05-1024x752

Come riportato negli Annales Maiores, non appena oltrepassarono il fiume Morava, che attraversa l’Ungheria e l’attuale Serbia, vennero infatti attaccati da ladri e briganti.

Procedendo con cautela arrivarono a Costantinopoli, dove, grazie alla loro condotta, vennero rispettati e tollerati dai Greci. Questi furono così impressionati dalla nobile personalità del Vescovo Gunther, il più giovane, che lo scambiarono per il Re di Germania (a quel tempo appartenente all’Impero Romano).

Giunti a Latakia incontrarono pellegrini di ritorno dalla città Santa che raccontarono loro della perdita dei propri compagni a causa degli agguati di una tribù araba, piazzatasi sulla via. Affidandosi alla preghiera i pellegrini decisero di addentrarsi in terra pagana e, aiutati da una provvidenziale tempesta, superarono l’imboscata della tribù di Tripoli (Libia).

Arrivati a Caesarea il giovedì Santo, stanchi e provati, distanti solo due giorni di cammino da Gerusalemme, l’impresa sembrava giunta al termine.

Ma il giorno seguente vennero attaccati e martoriati dagli Arabi. Coloro che riuscirono a scappare si rifugiarono all’interno delle mura di un villaggio. Avendo perso non solo i compagni, ma anche le provviste e gli animali che li accompagnavano, soffrirono la fame e la sete per tre giorni.

La domenica di Pasqua, venne indetta una tregua e, grazie alla prontezza del Vescovo Gunther, che sventò un tranello teso dagli sceicchi, i pellegrini riuscirono a sopravvivere fino all’arrivo del Re di Babilonia. Gli Arabi vennero imprigionati e i pellegrini superstiti fatti riposare per due settimane. Il 12 aprile, furono finalmente in grado di varcare la soglia di Gerusalemme e pregare per i compagni perduti durante il cammino.